Cosa questa crisi mi sta insegnando – Parte I° – Il momento presente

A chi da un po’ si dedica, con costanza o per curiosità, allo sviluppo personale e spirituale, l’idea dell’“essere nel presente” non può essergli estranea.

Fra questi mi ci metto anche io.

Decine di volte ho letto, ascoltato, praticato e insegnato l’idea dell’importanza della presenza nel momento.

Eppure, ora che le cose si fanno più tumultuose ed imprevedibili, mi sono ritrovato – come sicuramente tanti – a proiettare in continuazione nel futuro.

L’economia, la salute mia e dei miei cari, il futuro della mia attività, persino come gestire nei più minuscoli dettagli la prossima spesa al supermercato.

Insomma, la mia tendenza ossessivo-compulsiva è esplosa in fuochi d’artificio.

Mi rendevo conto di essere “fuori dal momento”, ma non riuscivo a fare altrimenti.

Ogni pensiero, come chi conosce i principi dietro al Paradigma Reconnect sa, porta con sé un’emozione/sensazione associata.

Il 100% di quello che proviamo non è dovuto alle circostanze esterne ma ai pensieri che scorrono nello schermo della nostra coscienza.

Ed infatti, proiezioni come quelle descritte sopra mi portavano un costante, anche se sottile, senso di ansia e preoccupazione. A volte confusione.

Oberato da proiezioni future, solo in alcuni momenti trovavo chiarezza.Poi ho fatto una chiacchierata con Andrea.

Un pensiero di saggezza, una realizzazione seguita da una sensazione di calma, è emersa quando mi ha detto:

“Non è mai stato così importante rimanere nel momento presente”.

Improvvisamente ho visto la questione del “stai nel qui ed ora” ad un livello di profondità a cui non avevo mai avuto accesso.

Ho visto con chiarezza che le mie proiezioni erano dovute ad un tentativo innocente di controllare il caos.

In altre parole: farmi seghe mentali mi sembrava il modo più intelligente di gestire la situazione.

Questo è in parte comico, visto che molto del mio lavoro è basato proprio sull’insegnare a rimanere presenti e scorrere col flusso della vita, ricontattando così la Forza Innata.

D’altra parte, mostra quanto profondo sia il condizionamento, la spinta a sovrautilizzare l’intelletto come idea utile e proficua – mentre è vero l’esatto contrario.

Ora noto con più facilità quando la mente tende a “scappare”, a cercare di controllare la vita.

Questo ha portato più calma nel cuore e nella mente.

Mi permette di godermi di più le piccole grandi gioie che anche ora possiamo assaporare.

Gli affetti, il cibo, il fatto che siamo vivi e respiriamo e le possibilità che questo momento offre di incontrare le proprie ombre e crescere a velocità decuplicata.

Mi anche lasciato più spazio per scriverti queste righe, per essere di servizio.

Spero siano utili a te o ai tuoi cari

Un abbraccio,
Dario

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